Raccolta fondi come fonte di finanziamento per il terzo settore

LA RACCOLTA FONDI COME FONTE DI FINANZIAMENTO PER IL TERZO SETTORE I ricavi derivanti dalle attività di raccolta fondi per le associazioni sono esenti da tributi, ma solamente se si tratta di iniziative occasionali, aperte al pubblico e che hanno luogo esclusivamente nel corso di ricorrenze, celebrazioni o campagne di sensibilizzazione.

Data:
26 Agosto 2018

LA RACCOLTA FONDI COME FONTE DI FINANZIAMENTO PER IL TERZO SETTORE

I ricavi derivanti dalle attività di raccolta fondi per le associazioni sono esenti da tributi, ma solamente se si tratta di iniziative occasionali, aperte al pubblico e che hanno luogo esclusivamente nel corso di ricorrenze, celebrazioni o campagne di sensibilizzazione.

Uno dei metodi più utilizzati dalle associazioni che intendono finanziarsi, è quello della raccolta pubblica di fondi. Una pratica che anche per il Terzo Settore prevede regole e limitazioni ben precise.

Raccolta fondi come fonte di finanziamento per il terzo settore


L’articolo 143 del T.U.I.R. (Legge Tributaria) prevede, per tutti gli enti associativi, la non tassabilità dei ricavi derivanti dalla raccolta fondi e che possono avvenire anche attraverso la vendita di beni di modico valore (come da decreto legislativo 175/2014 un bene del costo unitario non superiore a € 50,00) o di servizi a favore di chi elargisce offerte. Rientrano all’interno di tali raccolte pubbliche occasionali la vendita di oggetti artigianali, prodotti gastronomici locali, piante, ma anche l’organizzazione di pesche di beneficienza o lotterie, ecc, ecc…

Come detto in precedenza: “i fondi pervenuti agli enti non commerciali a seguito di raccolte pubbliche non concorrono alla formazione del reddito e, oltre ad essere esclusi da IVA, sono esenti da ogni altro tributo” (art. 2 del D.Lgs. 460/1997), ma solamente se nelle raccolte fondi si verifichino le seguenti condizioni:
– Devono avere carattere occasionale;
– Essere aperte al pubblico;
– Avvenire durante ricorrenze, celebrazioni o campagne di sensibilizzazione

Non essendoci una specifica indicazione per la quale le raccolte fondi possano essere considerate “occasionali”, ci si rifà all’Art. 25, comma 1, della Legge 133/1999, nel quale si evince che le raccolte fondi per essere esenti da tributi devono:
– Non essere superiori a 2 durante l’anno (per questo è consigliato redigere un verbale apposito di Consiglio Direttivo);
– L’importo dei fondi raccolti durante l’anno non deve superare i 51.645,69 euro

Per le associazioni, le entrate derivanti dalla raccolta fondi devono essere registrate in un apposito e separato rendiconto entro 4 mesi dalla chiusura d’esercizio e nel quale devono riportate, in modo chiaro e trasparente, tutte le entrate e le spese sostenute per ciascuna raccolta, anche mediante l’utilizzo di una relazione illustrativa dettagliata e puntuale.

Elena D’Urso

Ultimo aggiornamento

5 Novembre 2020, 17:08