COSA CAMBIA CON L'AVVIO DEL REGISTRO UNICO DEL TERZO SETTORE

terzo settore riforma

Il Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore) sarà a breve operativo, con significative conseguenze sul piano fiscale: esso sarà, infatti, il presupposto per fruire di importanti vantaggi.

Il Runts è pubblico, accessibile e articolato in sette sezioni: le prime sei corrispondono alle tipologie in cui gli Ets potranno inquadrarsi (Odv, Aps, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, Sms); la sezione residuale include, invece, gli enti con i requisiti di Ets non riconducibili a tali tipologie.

 

Un primo step interesserà tutti gli enti iscritti negli attuali registri nazionali, che dovranno trasmigrare nel Runts, pena la perdita del patrimonio. Per gli enti non iscritti in alcun Registro, invece, il via libera per accedere al Terzo settore scatterà dal momento della operatività del Runts. Per Odv e Aps c’è, dunque, la trasmigrazione automatica dei dati dai registri di settore, dalla data scelta dal ministero del Lavoro; per le Onlus lo stop all’Anagrafe non coincide con l’avvio del Runts ma con la fine della relativa disciplina fiscale, la cui abrogazione dipende dal vaglio Ue: esse potranno, dunque, accedere al Runts dalla data pubblicata dall’agenzia delle Entrate e fino al 31 marzo del periodo d’imposta successivo a quello di autorizzazione Ue.

 

Con l’avvio del Runts, gli enti non iscritti in alcun registro accederanno con modalità distinte a seconda che siano con/privi di personalità giuridica: nel primo caso, l’iscrizione avviene con l’intervento del notaio; nel secondo, spetta all’ente presentare domanda su mandato del proprio legale rappresentante o di quello della rete associativa cui aderisce.

 

Le domande di iscrizione, aggiornamento e cancellazione dal Runts si presentano online, autenticandosi sul Portale «Front Office» e compilando l’istanza con i moduli del Dm 106/2020. Alla domanda si allegano i documenti richiesti, firmati e con dichiarazione di conformità; il sistema genera, poi, una “distinta” della pratica con mittente, ufficio, ente per il quale si presenta l’istanza e tipo di adempimento: se l’esito è positivo, la distinta va scaricata, firmata e caricata sul sistema. Infine, l’istanza si invia e, all’ok sull’istruttoria, l’Ufficio adotta un provvedimento di iscrizione.

 

Per gli enti con entrate commerciali fino a un determinato limite ci sarà la possibilità di accedere a regimi forfettari di tassazione.

 

Uno dei tratti distintivi di riconoscimento degli enti sarà quello della trasparenza e della rendicontazione delle risorse, fondamentale per il rilancio di un intero settore al quale verranno indirizzati molti dei fondi pubblici prima distribuiti su una quantità eterogenea di soggetti regolati da un vero e proprio groviglio normativo. Agli enti del terzo settore verrà, inoltre, affidato, un ruolo di interlocuzione diretto con la Pubblica amministrazione, con la possibilità di avviare forme di co-progettazione e stipulare convenzioni anche in deroga al codice dei contratti.

Per saperne di più, visitate la pagina dedicata https://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/comunicati/pagine/terzo-settore-firmato-in-data-odierna-il-decreto-ministeriale.aspx/, in cui sono già disponibili il testo del D.M. 106/2020, gli allegati A, B e C e le relative appendici.